Subacquea





Michele Geraci

una parete da brividi che strapiomba all'infinito... poca corrente, tantissimi pescioni.... dai 130m sono stato accompagnato da una cernia gigante e appena passati i 150 mi son trovato dentro una caverna, il mare era montante ed avevo dubbi sulla corrente quindi ho preferito non esagerare sui metri e puntare di più sul video e il godermi questa incredibile immersione!
Tutto ha funzionato alla grande, le tecniche decompressive acquisite con il tuffo di luglio mi hanno permesso di chiuderla in 4 ore in splendida forma...alla sera birre e discoteca...
A breve il video e il racconto con tutti i protagonisti per condividere con gli amici queste forti emozioni.
grazie a tutto lo staff dello Sheik Coast e domani sera festa alla discoteca Pacha!












Michele Geraci record: Pacha Sharm presenta “Caduta libera a Shark Reef”


Michele Geraci record: Pacha Sharm presenta “Caduta libera a Shark Reef” – Info per seguire il LIVE

Michele Geraci dei Subacquei Clandestini, ormai definito “l’uomo degli abissi”, è pronto per una delle sue strabilianti imprese.
AShark Reef, nel mare di cui è innamorato e su una delle pareti che definisce tra le più belle del mondo, il  giorno 16 Marzo 2015 scenderà ad una profondità abissale con un respiratore a circuito chiuso.
Questa è una delle prove alle quali si sottoporrà in preparazione all’imminente tentativo di battere il record di profondità assoluta.
È la prima volta nella storia di Sharm El Sheikh che una discoteca, il Pacha Sharm, sponsorizza un’impresa subacquea di tale portata.
Noi ragazzacce abbiamo deciso di seguire con un LIVE BLOGGING il grande Michele.

QUANDO

16 Marzo 2015
Dalle 8.00 alle 16.00 ora italiana
Stay tuned ;)
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Y-40


Y-40, inaugurata il 5 giugno 2014, è la piscina più profonda del mondo. Si trova a Montegrotto Terme (PD), nei pressi dell'hotel Millepini. Il nome ricorda la figura dell'apneista in posizione verticale e la profondità della vasca (che per precisione è di 42,15 metri nel punto più profondo)[1].
La piscina è di acqua dolce (4.300 metri cubi) che sgorga a 85 °C e viene necessariamente raffreddata fino ad una temperatura di 34 °C. Sotto la superficie vi si trovano gradoni a diverse profondità (4, 5, 8 e 10 metri) dentro le quali sono stati ricavati percorsi e ambienti che simulano l'immersione in grotta, a 15 metri si trova il pozzo (del diametro di 6 metri) che raggiunge la profondità di 42 metri. Nella vasca sono presenti boe fissate a vari punti del fondo con sagole che permettono la discesa e risalita controllata con riferimento. Alla profondità di 10 metri è stata posizionata anche una piccola statua della Madonna dell'Acqua, benedetta da mons. Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata[1], anch'egli subacqueo. Sono stati installati fari su tutto il perimetro immerso della vasca per illuminarla anche di notte ed altoparlanti e per arricchire di suoni e musica l'ambiente ma anche per richiamare l'attenzione dei subacquei se necessario. La sicurezza è garantita dalla presenza di uno studio medico di ricerca DAN[2]. È stata scavata dalla ditta f.lli. Cardin.
L'organico del personale vanta la presenza di Alberto Calesella[3], uno dei dieci migliori direttori di corso PADI al mondo[4] e fondatore del gruppo di ricerca, informazione e divulgazione World Scuba Research[5][3], nonché Marco Mardollo[3], istruttore di apnea e fondatore di Apnea Academy[6][3].

NoteModifica

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Collegamenti esterniModifica

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IMMERSIONE HAVEN
11 aprile 1991. Durante le operazioni di travaso di greggio da una cisterna all‘altra, una violenta esplosione scoppiò a bordo della Haven, una super petroliera lunga 334 metri. Per tre giorni un violento incendio bruciò tonnellate di greggio, dalla nave si spezzò il troncone di prua e i 250 metri rimasti colarono a picco un miglio al largo del centro abitato di Arenzano. Attualmente il relitto della Haven giace in assetto di navigazione su un fondale fangoso a 80 metri di profondità. La Haven è attualmente il relitto più grande d‘Europa e la sua eplorazione, condotta nel rispetto dei parametri di sicurezza, è un‘esperienza affascinante e indimenticabile. Arrivati sul sito di immersione ci ormeggiamo alle grosse cime che emergono in superficie e iniziamo la nostra discesa seguendo la linea guida che ci condurrà sul castello di poppa. La zona non è battuta da forti correnti, ma è consigliato scendere a stretto contatto della cima di discesa per evitare di allontanarsi e perdere l‘orientamento che ci porterebbe a scendere lontano dal relitto su di un fondale di 80 metri. Arrivati a -32 metri sulla sommità del castello di poppa abbandoniamo la cima di discesa e iniziamo l‘esplorazione esterna dei ponti sottostanti. A 40 metri, dopo aver sbirciato all‘interno dei finestroni del penultimo ponte, attraversiamo la coperta verso poppa in direzione dell‘imponente fumaiolo. In questa fase, è importante mantenere la quota perché il ponte di coperta si trova sotto di noi a -55 metri di profondità. Arrivati al fumaiolo iniziamo a risalire a spirale intorno ad esso fino a raggiungerne la sommità a circa 32 metri. Le pareti del fumaiolo, così come tutto il relitto, sono interamente ricoperte di grosse e robuste ostriche, di coloratissimi anemoni gioiello e da altre interessanti forme di vita. La sommità del fumaiolo, tagliata dopo il naufragio per non disturbare la navigazione, si apre sotto di noi come una impressionante voragine al cui interno, illuminando con una torcia, si possono scorgere aragoste ed astici. Ritornando al castello di poppa, possiamo penetrare all‘interno della plancia di comando, unica parte del relitto in cui è consigliato entrare perché permette un facile accesso. Osservando con attenzione negli anfratti e in mezzo alle tubazioni, possiamo vedere gronghi, aragoste, gamberi, mentre affacciandosi dagli ampi finestroni che contornano il perimetro della plancia, godiamo di una suggestiva visione del blu circostante, interrotto dal rapido passare di grossi pelagici. A questo punto, possiamo abbandonare il relitto per iniziare la risalita lungo il cavo guida, ed effettuare la nostra sosta di sicurezza.

Diver in Portofino

Immersioni tra storia e natura

Il Promontorio di Portofino è sempre stato considerato un'oasi unica nel Mediterraneo per la bellezza e la ricchezza degli organismi che vi abitano, ciò è dovuto soprattutto alla singolare geografia e morfologia del luogo.
Divers exploring a red coral wall in the marine park  © Portofino Divers
Una grande lingua di terra che si estende per alcune miglia verso il mare aperto e costituisce un ostacolo ai noti flussi di correnti che attraversano il Mar Ligure, creando particolari situazioni che permettono di raccogliere una grande quantità di sostanze nutritive.
A ciò si aggiunge l'insolita conformazione della costa che, con le sue meravigliose insenature e l'atipica struttura della roccia, denominata puddinga, offre a migliaia di specie diverse l'ambiente ideale per vivere e riprodursi.
In questi fondali è nata l'attività subacquea sportiva, grazie a pionieri come Dulio Marcante, Dario Gonzatti, Egidio Cressi, Luigi Ferraro, Ludovico Mares e moltissimi altri nomi importanti che in queste acque effettuarono le prime immersioni a scopo sportivo; alcuni di loro si sono dedicati alla didattica altri hanno fondato grandi aziende nel settore subacqueo.
Divers exploring the Mohawk Deer © Portofino Divers
Pochi luoghi nel Mediterraneo vantano una così vasta concentrazione di vita, per preservare questo patrimonio è stata istituita la riserva marina e tutte le attività svolte all'interno sono subordinate al controllo dell'ente gestore.

Portofino Divers offre una vasta scelta di immersioni ricreative e tecniche nell'area marina protetta di Portofino e lungo la costa della Riviera Ligure di Levante, mantenendo una netta distinzione tra queste attività e suddividendo i siti in due categorie.
Le immersioni che proponiamo all'interno della riserva marina sono quelle predisposte dall'ente parco di Portofino, alle quali aggiungiamo la nostra approfondita conoscenza dei siti per presentare percorsi nuovi e poco visitati, ricchi di emozionanti sorprese.
Divers exploring a reef in the protected area © Portofino Divers
Inoltre agli appassionati, proponiamo moltissimi relitti di navidisseminati lungo le coste della Liguria tra Genova e le Cinque Terre : navi da guerra, piroscafi a vapore, mercantili. rimorchiatori, bettoline affondati durante il primo e il secondo conflitto mondiale, che ad ogni visitatore regalano sempre l'emozione di un tuffo nel passato.

Per introdurVi alla scoperta delle meraviglie e dei segreti dei nostri fondali, abbiamo cercato di descrivere sinteticamente gli ambienti marini, la flora e la fauna caratteristica dei diversi punti d'immersione.
Nuno Gomes record mondiale di immersione profonda 318 metri.....
Un fenomeno 
Nuno Gomes è un sudafricano SCUBA diver (del portoghese discesa) detentore del Guinness World Record Deep Dive(verificate in modo indipendente e approvato dal Guinness World Records (2005-2014)). Ha usato un respiratore subacqueo autonomo (SCUBA) di immergersi fino a una profondità di 1.044 piedi (318,25 m). Questa profondità esclude il tratto di corda di 11,68 metri (3,56 m). L'immersione è stata fatta nel Mar Rosso (Dahab), al largo delle coste di Egitto, nel giugno 2005. tempo di immersione totale di Nuno è stato di 12 ore e 20 minuti, la discesa ha preso solo 14 minuti. E 'uno dei soli tre uomini verificati dal Guinness World Records per aver tuffato con SCUBA (utilizzando trimix ) inferiore a 1.000 metri, gli altri due subacquei essendo tardo John Bennett e Ahmed Gabr.
Gomes è anche un rinomato subacqueo grotta e detiene il corrente ufficiale Guinness World Record per la più profonda immersione grotta, fatto in Boesmansgat grotta (Sud Africa), a una profondità di 927 piedi (282,6 m), nel 1996. La grotta si trova a un altitudine di 5.085 piedi (1.550 m) sul livello del mare, che ha portato in Nuno dover decomprimere un livello del mare tuffo di 1112 piedi (339 m) equivalente per prevenire la malattia da decompressione ("curve"). Il tempo di immersione totale era di 12 ore e 15 minuti, mentre la discesa voluti 15 minuti.



Michele Geraci un'impresa veramente da seguire......

Imperia, 17 luglio 2014 - Il sub di Ventimiglia, Michele Geraci, 37 anni, in servizio al Nucleo Sommozzatori di Genova dei Vigili del Fuoco, tenterà domani mattina, al largo di Bordighera (Imperia) , condizioni meteo-marine permettendo, di stabilire il Guinness dei primati riguardanti le immersioni, superando l'attuale record di 318 metri.
ROCORD DA BATTERE- Il primato da battere è quello che ha fissato Nuno Gomes nel 2005 quando si immerse nel Mar Rosso ad una profondità pari all'altezza della Tour Eiffel.
OBIETTIVO- L'obiettivo dell'italiano è quello di arrivare a 340 metri di profondità. "La discesa durerà, 12 minuti - afferma Michele - ma per la risalire ci vorranno 13 ore". L'impresa è molto ostica e potrebbero sembrare un'eternità le ore di immersione ma basta pensare che a 340 metri di profondità c’è una pressione di circa 35 atmosfere, ben 35 volte di quella percepita in superficie.
PRECEDENTI- Per il sub italiano non è la prima volta; infatti già l'8 luglio 2012 durante l’esplorazione della “Parete degli Americani” a Capo Nizza in Francia, al termine di una immersione lunga oltre cinque ore, Geraci aveva toccato la quota dei meno 212,5 metri di profondità stabilendo il momentaneo record. Primato che poi è stato battuto dal sudafricano Nuno Gomes, un ingegnere di 52 anni, che detiene tutt'ora il record. 

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